” “Anche se “l’ideologia comunista ha contribuito ad approfondire le divisioni nell’ambito della vita sociale e religiosa”, oggi “occorre impegnarsi per una pacificazione sincera e fattiva”, facendo sì che “la memoria degli eventi passati” divenga “fonte di ispirazione per la generazione presente e per quelle future”. È questo, secondo il Papa, il modo migliore per “onorare” le “vittime” di “Holomodor”, la carestia voluta da Stalin per “affamare” l’Ucraina tra il 1932 e il 1933, e di cui oggi si celebra il 70° anniversario. “Milioni di persone si legge nel messaggio inviato da Giovanni Paolo II al card. Lobomyr Husar, arcivescovo maggiore di Lviv degli Ucraini, e al card. marian Jaworsky, arcivescovo di Lviv dei Latini hanno subito una morte atroce perla nefasta efficacia di un’ideologia che, per tutto il XX secolo, ha causato sofferenze e lutti in molte parti del mondo”. “Mai più!”, è il grido del Papa per esprimere la sua vicinanza alle “innumerevoli vittime della grande carestia provocata in Ucraina durante il regime comunista”, frutto di “in disumano disegno attuato con fredda determinazione dai detentori del potere in quell’epoca”. “L’esperienza della tragedia ammonisce il Papa deve guidare oggi il sentire e l’operare del popolo ucraino verso prospettive di concordia e di cooperazione”. “al sentimento del cristiano suffragio per quanti sono morti a causa di un dissennato disegno omicida è la convinzione del Papa si deve accompagnare la volontà di edificare una società dove il bene comune, la legge naturale, la giustizia per tutti e il diritto delle genti siano guide costanti”.