EMERGENZE UMANITARIE: CARITAS INTERNATIONALIS, “QUALI RELAZIONI CON I MILITARI NELLE ZONE DI CONFLITTO?”

” “Quali relazioni stabilire tra i militari e le organizzazioni umanitarie che operano in situazioni di conflitto e di emergenza? Su questo tema si interrogheranno il 4 e 5 dicembre a Roma i delegati appartenenti alla rete Caritas internationalis, una confederazione che riunisce 162 realtà di tutto il mondo. “Il nostro obiettivo – spiega Tim Aldred, del Cafod, la Caritas di Inghilterra e Galles – è stabilire le giuste relazioni e gli esatti confini”. L’esigenza nasce dal fatto che spesso “c’è interazione tra le forze militari e le agenzie umanitarie durante le operazioni di soccorso, ma le crisi recenti hanno visto un marcato aumento delle forze militari impegnate in lavori solitamente considerati come esclusivo dominio delle agenzie umanitarie”. “Ci preoccupa – aggiunge Aldred – che le forze militari stiano sempre di più assumendo, non necessariamente, dei ruoli nella consegna dei soccorsi, minando la sua natura imparziale e indipendente”. La Caritas teme che questo potrebbe compromettere “l’abilità delle agenzie umanitarie di raggiungere i civili coinvolti nei conflitti, a prescindere da quale parte stiano”. Parteciperanno delegati da Sierra Leone, Congo, Uganda, Iraq, Gerusalemme e Stati Uniti, che racconteranno la loro esperienza. Interverranno, tra gli altri, Manuel Bessler, dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite e Hugo Slim, del Centro per il dialogo ecumenico di Ginevra.