” “”Sapere chi sarà padrone delle reti e dei canali" progettati dalla rivoluzione tecnologica del "digitale terrestre". È questo, per don Vincenzo Rini, direttore del settimanale della diocesi di Cremona "La vita cattolica" e presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), il problema che solleva il ddl Gasparri, approvato ieri sera dal Senato (155 sì, 128 no e nessun astenuto). "La legge – afferma Rini – non pare andare al di là di un rigido duopolio televisivo: Rai e Mediaset saranno più che mai sovrane; la tv pubblica sarà più di prima in mano alla politica; senza dimenticare che le risorse pubblicitarie, che già oggi privilegiano la via televisiva a scapito della carta stampata, saranno ancora più di prima orientate alla tv". In questo modo, prosegue Rini, "i grandi imperi massmediatici cresceranno: più reti, ma degli stessi padroni. È questo il pluralismo? Pare proprio di no". Inoltre, "a seguito di questa legge sarà permessa la proprietà, nelle stesse mani, di televisioni e giornali: anche ciò non andrà a favore del pluralismo. Questo arricchimento dei monopoli darà la possibilità ai grandi giornali di moltiplicare la loro presenza nei singoli territori con edizioni locali. E i giornali piccoli, come la stampa settimanale cattolica, avranno vita più dura, con, probabilmente, ancor meno risorse pubblicitarie". Ora, conclude Rini, "restiamo in attesa delle decisioni del presidente della Repubblica: una sua firma confermerebbe le difficoltà fin qui prospettate. Una sua mancata firma, con il conseguente rimando al Parlamento, potrebbe innescare una crisi di rapporti istituzionali di forte impatto sulla vita del Paese. La situazione non è facile".