” “Il mancato controllo governativo sul crescente commercio e uso di equipaggiamento per la sicurezza sta contribuendo alla diffusione dei maltrattamenti e della tortura: lo denuncia Amnesty International in un nuovo rapporto diffuso oggi, intitolato “I mercanti del dolore”. Le ultime ricerche dell’organizzazione per i diritti umani rivelano “numerosi casi in cui le forze di polizia e le guardie carcerarie utilizzano in modo scorretto le vecchie tecnologie e vengono incoraggiate a usarne di nuove, nonostante l’assenza di test rigorosi per stabilire se queste rispettino gli standard del diritto internazionale”. Il rapporto “I mercanti del dolore” rivela che il numero delle aziende che producono strumenti da elettroshock sta aumentando nonostante i continui casi di torture praticate mediante tali equipaggiamenti, denunciate in 87 Paesi a partire dagli anni ’90. La Commissione europea ha presentato una bozza di Regolamento commerciale che, se applicato, potrebbe impedire l’esportazione dagli Stati membri di equipaggiamento il cui scopo primario è la tortura (come i ceppi di ferro e le cinture elettriche). Amnesty apprezza questi passi in direzione di un controllo, ma ritiene “che il testo del Regolamento commerciale dovrebbe essere reso più stringente”. E chiede, tra l’altro, “il divieto di usare, produrre e trasferire equipaggiamenti progettati essenzialmente per la tortura o i maltrattamenti, come le cinture elettriche, i polsini di acciaio, i congegni serra-dita e i manganelli dotati di chiodi”. Nel corso dell’ultimo anno, Amnesty ha denunciato torture ad opera delle forze di polizia e di sicurezza in 106 paesi.