” “”La croce sta in piedi da sola”. Questo il parere del gesuita Bartolomeo Sorge, direttore di “Aggiornamenti Sociali”, in merito al dibattito suscitato dalla vicenda ancora aperta del crocifisso della scuola di Ofena. Proprio in questi giorni, i Consigli regionali di Piemonte e Calabria hanno confermato, rispettivamente con degli ordini del giorno e con una mozione, che il crocifisso è simbolo di valore universale e pertanto deve essere esposto. Ad avviso di padre Sorge, “oggi si apre un nuovo vasto campo alla testimonianza vissuta del crocifisso”, anche perché “la sfida più difficile del terzo millennio è quella di imparare a vivere uniti nella diversità e nella molteplicità delle culture, delle etnie, delle religioni e dei rispettivi simboli”. “Il rispetto e il riconoscimento delle diverse identità sottolinea – non dev’essere un ostacolo, ma è condizione essenziale per la costruzione di un’umanità unita nella pluralità. In conclusione, la croce rimane un simbolo di grande significato per tutti”. Anche “se la religione cristiana divenisse o fosse già minoranza nel nostro Paese e nel mondo conclude -, non potremmo mai rinunciare a conferire una valenza pubblica al simbolo della nostra tradizione religiosa e ai connessi valori culturali. Tuttavia, come non è lecito strumentalizzare il simbolo della croce a fini di lotta politica, religiosa o di civiltà, così bisogna riaffermare che la croce sta in piedi da sola”, per merito della “forza intrinseca del suo messaggio religioso e civile e della testimonianza di quanti ispirano a essa la propria vita e l’impegno per costruire una umanità più fraterna”.