SCUOLA: DON STENCO (CEI), NO ALLA “CONTRAPPOSIZIONE” TRA PUBBLICO E PRIVATO, PIÙ “RISORSE” AL SISTEMA “COMPLESSIVO”

” ” Per un’adeguata valutazione della riforma della scuola, “l’impostazione più corretta non è quella della contrapposizione tra scuola pubblica e scuola privata”. A parlare è don Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, che commentando al Sir gli esiti della manifestazione di sabato scorso osserva: ” È comprensibile la richiesta di un investimento maggiore, a favore però di tutta la scuola,” che in base alla nuova legge “è composta da scuole statali e scuole paritarie, le quali insieme danno corpo al sistema pubblico nazionale d’istruzione”. Le scuole cattoliche, precisa don Stenco, “sono scuole paritarie”, ed “eventuali contributi” a loro indirizzati “non sarebbero ‘tolti’ al servizio pubblico per favorire il settore ‘privato'”. La richiesta della Cei, dunque, è quella di “potenziare tutto il sistema scolastico, composto di scuole statali e scuole paritarie, perché entrambe offrono un servizio pubblico ai cittadini”. Quanto all'”entità” dei finanziamenti previsti dalla legge 62/2000, il direttore dell’Ufficio Cei precisa che “finora hanno riguardato le materne ed elementari, e solo molto limitatamente le medie e superiori, per un’entità complessiva di circa 500 euro”; senza contare che “non c’è stato nessun aumento negli ultimi due anni, e le scuole cattoliche hanno condiviso con tutte le altre scuole le difficoltà e i ritardi nell’erogazione dei fondi”. Al parziale rimborso delle spese sostenute dalle famiglie per il pagamento di retta, iscrizione e frequenza dei propri figli alle scuole paritarie, ricorda don Stenco, “il Governo ha stanziato un contributo di entità molto ridotta: 30 milioni di euro per tre anni consecutivi, pari a circa 280 euro a famiglia”.