EUROPA: MONS. G.MERISI SU SETTIMANALI DIOCESI DI MILANO, “LE RADICI CRISTIANE RICORDANO CHI SIAMO E DA DOVE VENIAMO”

” “”Riconoscere le radici cristiane significa ricordare chi siamo e da dove veniamo, senza alcun pregiudizio per le decisioni democratiche da assumere”. È quanto scrive mons. Giuseppe Merisi, vescovo ausiliare di Milano e rappresentante Cei nella Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea), in un servizio dedicato all’Europa dai settimanali delle diocesi milanesi – in distribuzione in questi giorni -, circa il mancato riferimento alle “radici cristiane” nei primi 16 articoli della bozza parziale di Costituzione europea. Sull’argomento si era anche pronunciato il 26 febbraio mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nell’audizione tenuta a Montecitorio alle Commissioni riunite di Camera e Senato competenti per gli Affari esteri e le questioni comunitarie. Mons. Merisi, ricordando “le tre disposizioni normative” – citate anche da Betori a Montecitorio – che le confessioni cristiane hanno chiesto di inserire nella Costituzione, suggerisce, da un lato, “di far sentire nelle comunità cristiane e nella società civile, l’importanza di questi riferimenti e di questi contenuti. Non si tratta né di imporre o impedire qualche cosa a qualcuno, né di disconoscere il ruolo e l’apporto di altre radici religiose o culturali alla costruzione dell’Europa, né di rinnegare la giusta laicità dell’ordinamento della convivenza civile. Si tratta, invece, di offrire un contributo, alto e importante, alla costruzione dell’edificio comune, rispettando il contributo di tutte le altre persone di buona volontà, in un contesto di dialogo e ascolto vicendevole”. Dall’altro lato, continua l’ausiliare di Milano, “credo che le persone attente all’orientamento della Chiesa impegnate nel dibattito politico o che hanno qualche ruolo in Europa, debbano individuare il modo migliore per convincere i colleghi e le diverse parti politiche sull’opportunità di recepire nel Trattato le sollecitazioni della cultura cristiana”. Nei settimanali compare anche un’intervista a Alberto Quadrio Curzio, preside della facoltà di Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano e recentemente incluso dal presidente della Commissione europea in un ‘gruppo di studio sui valori europei’. Secondo Curzio, “il riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa è il riconoscimento di un dato di fatto. E in tal senso la Chiesa cattolica non parla per sé, ma piuttosto è testimone della storia. D’altro canto la Chiesa chiede uno statuto di rispetto, secondo un principio di laicità e non confessionale”.