VESCOVI AFRICANI E EUROPEI: DA LISBONA L’AUSPICIO PER UNA NUOVA COLLABORAZIONE “ALLA PARI” (2)

” “Mons. Joseph Homeyer, vescovo di Hildesheim e presidente della Comece, ha infatti sottolineato che “il dialogo tra le culture, e soprattutto il dialogo con i poveri, è essenziale, per dare voce a chi non ne ha e portare giustizia nell’economia”. Per mons. Homeyer “il fatto che il vertice governativo sia stato rimandato è uno scandalo, ma speriamo, come Chiese, di poter fare il primo passo per un nuovo partenariato”. E un auspicio a cambiare il modo di fare cooperazione tra Nord e Sud del mondo è venuto anche da Michel Camdessus, ex direttore del Fondo monetario internazionale: “I problemi dell’Africa e dei Paesi più poveri devono essere affrontati come se fossero nostri problemi interni”. Anche durante le riunioni dei G8, ha suggerito, “dobbiamo accettare che vi partecipino gli africani per giudicare le nostre politiche di sviluppo, come loro accettano il nostro sguardo sulle loro politiche”. Una collaborazione che, secondo il vescovo ausiliare di Milano mons. Giuseppe Merisi, rappresentante per l’Italia all’interno della Comece, ha tra le priorità “la pace, la salute, l’educazione, il debito pubblico, le risorse, la restituzione dei beni culturali”. La “marginalizzazione dell’Africa nei processi di globalizzazione e nell’economia” è stata denunciata anche dal presidente del Portogallo Jorge Sampaio, mentre Friedrich Hamburger, direttore generale per lo sviluppo della Commissione europea ha invitato a “non ignorare la voce della società civile africana” e a consultarla sempre su temi importanti quali “pace e sicurezza, diritti umani e integrazione regionale, per sviluppare una vera collaborazione alla pari tra i due popoli”.
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