MIGRAZIONI (CONVEGNO CEI): AUSPICATO IL CONFRONTO TRA EMIGRATI ITALIANI E IMMIGRATI IN ITALIA

” “”La pastorale a favore degli immigrati cattolici in Italia, stimati intorno al 30% del totale, non si esplicita soltanto in offerte specifiche nei loro confronti: è un cammino di comunione che coinvolge non solo gli immigrati ma anche i cattolici del posto, maturando la fede di entrambe le categorie”: questa l’ottica indicata da p. Giovanni Graziano Tassello, scalabrinaniano, del Centro di documentazione e informazione sull’emigrazione di Basilea (Cserpe), durante la terza giornata dei lavori del Convegno nazionale sulle migrazioni in corso a Castelgandolfo. Per p. Tassello: “di fronte al migrante di fede cattolica, la chiesa locale deve avere il coraggio di mettersi in discussione: l’immigrato è la cartina di tornasole della cattolicità e delle esigenze di comunione nel rispetto delle differenze”. Per questo motivo: “la pastorale migratoria è parte essenziale e non marginale della pastorale diocesana, se non altro per il suo potenziale profetico e come anticipazione del futuro”. “Occorre recuperare – ha sottolineato p. Tassello – la memoria storica di una pastorale migratoria verso gli emigrati italiani, di uomini e donne che non si sono vergognati di lavorare al fianco di coloro che erano ritenuti i paria della società. Sarebbe importante che gli operatori pastorali tra gli immigrati in Italia potessero confrontare la propria esperienza con coloro che da tempo stanno operando all’estero”. P. Tassello ha anche ricordato alcune esperienze nate nella chiesa italiana come il movimento degli ‘evangelizers’ tra gli immigrati di nazionalità filippina a Roma o i corsi per evangelizzatori laici latino-americani (cristòforos), a Genova, segno di percorsi mediante i quali “gli emigrati da assistiti divengono protagonisti a pieno titolo della vita della chiesa, senza rinunciare alla lingua e alla cultura religiosa di cui sono portatori”. Tutto ciò, secondo p. Tassello, è segnale di speranza per l’Italia “il cui futuro demografico – ha ricordato – sarà sempre più legato alla crescita delle nuove generazioni di immigrati, come è già avvenuto nella storia di Usa, Australia, Canada, e, oggi, in Svizzera, con italiani, spagnoli e portoghesi”.
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