” “Sollevazioni popolari e proteste in tutto il Guatemala, dove da oltre un mese gli insegnanti della scuola pubblica sono in sciopero e da ieri è iniziata una grande marcia della società civile per chiedere una riforma educativa e migliori condizioni salariali. E c’è il rischio che la situazione degeneri in scontri. “Dal 20 gennaio scorso i maestri e gli insegnanti della scuola pubblica hanno iniziato uno sciopero per rivendicare una riforma educativa totale e migliori condizioni salariali racconta da Città del Guatemala Piero Buccione, progettista della Comunità internazionale di Capodarco, che in Guatemala porta avanti da anni progetti di educazione popolare e di sviluppo -. Questo ha comportato il blocco totale della scuola, infatti lo sciopero ha coinvolto la quasi totalita’ del corpo insegnante (90.000 persone). Gli incontri con il governo sono risultati vani e, a tutt’oggi, non esiste nessun dialogo. Anche la Chiesa è intervenuta ma invano”. “La cosa sta degenerando prosegue -: ai maestri si stanno unendo gli studenti, i genitori degli alunni, il movimento campesino e i sindacati di tutte le categorie. Hanno bloccato ministeri, direzioni regionali dell’educazione e, nelle ultime ore, stanno occupando frontiere, porti, strade e i due aereoporti internazionali. Da ieri e’ iniziata una ‘Marcia storica’ chiamata cosi’ perché 24 anni fa si svolse una marcia simile contro il governo di allora”. Migliaia di cittadini stanno arrivando alla capitale da tutte le regioni del Paese per partecipare alla Marcia e produrre un blocco generale di tutte le attività: “Tutta la popolazione appoggia e sostiene questa marcia aiutando con cibo, bevande ed altro, offerti ai partecipanti in segno di totale solidarietà. Si spera non degeneri in scontri, anche se la possibilità che questo succeda va aumentando di ora in ora”.
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