MIGRAZIONI: CARD. RUINI AL CONVEGNO NAZIONALE, “UN MILIONE E 200 MILA IMMIGRATI A CUI PARLARE DI CRISTO”

” “Un milione e duecentomila immigrati non cristiani sono i possibili “destinatari della missione evangelizzatrice della Chiesa italiana”: a ricordarlo è il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, che interviene oggi pomeriggio in apertura del convegno nazionale “Tutte le genti verranno a Te. La missione Ad Gentes nelle nostre terre”, promosso – per la prima volta congiuntamente – dalla Fondazione Migrantes, dall’Ufficio catechistico nazionale e dall’Ufficio nazionale per la cooperazione tra le Chiese, in corso in questi giorni a Castelgandolfo (Centro Mariapoli) fino al 28 febbraio. Oltre cinquecento sono i partecipanti, provenienti dalle diocesi di tutta Italia. Il cardinale Ruini, parlando della situazione italiana, ha citato alcune cifre aggiornate sulla presenza degli immigrati nel nostro Paese: “In base alla regolarizzazione in corso, il numero degli stranieri in regola nel 2003 raggiungerà i due milioni e mezzo”. Di questi stranieri, “un terzo sono cattolici; se vi aggiungiamo i cristiani di altre confessioni di supera la metà, qualcosa più del 30% sono i musulmani, che assieme agli altri non cristiani, particolarmente dall’Oriente asiatico, costituiscono quasi l’altra metà delle presenze straniere, per un totale che potrebbe giungere a un milione e duecentomila”. Questo fatto, ha sottolineato, costituisce “quel ‘capitolo sostanzialmente inedito’, ossia la nuova sfida per il compito missionario della Chiesa italiana”, che può portare nella nostra realtà ecclesiale “un soffio di primavera”. Anche perché alcuni sondaggi, “per quanto parziali – ha osservato – svolti in diverse diocesi d’Italia, hanno messo in evidenza che il cammino di catecumenato tra gli adulti, anche questo relativamente nuovo nella Chiesa italiana, è frequentato più da stranieri che da connazionali”. Il cardinale ha precisato di essere “lontani da qualsiasi intenzione e metodo di proselitismo: si va incontro alla gente, a tutta la gente, nella fiducia e nella speranza che attraverso questo incontro Cristo possa rivelare il suo volto”. (segue)
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