” “L’accensione di una lampada posta sul bossolo di un proiettile di cannone proveniente dalla Bosnia è stato il gesto simbolico che ha accomunato le comunità di Sarajevo e quella di Termoli-Larino: la prima ha subito la distruzione della guerra, l’altra del terremoto. A compiere il gesto sono stati ieri il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, in visita nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli, e mons. Tommaso Valentinetti, vescovo della diocesi di Termoli-Larino e presidente di Pax Christi Italia. L’amicizia tra il cardinale Puljic e la parrocchia termolese risale ai tempi del conflitto nell’ex Jugoslavia, quando la comunità aprì le sue famiglie all’accoglienza dei bambini di Mostar e Knin. “In Bosnia ha raccontato l’arcivescovo di Sarajevo le chiese sono il segno della presenza dei cattolici tra le altre comunità religiose. Nell’ultimo conflitto sono stati distrutte o seriamente danneggiate 690 tra parrocchie, chiese e altri luoghi di culto perché si voleva distruggere la Chiesa. Infatti quasi il 50% dei cattolici è andato via dalla regione. Oggi la prima cosa che i cattolici vogliono fare è ricostruire le chiese come segno del diritto ad esistere”. Proprio la tragedia della guerra e del carico di distruzione e morte che inevitabilmente comporta, ha accomunato il vescovo di Sarajevo al patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah, e al Patriarca di Babilonia dei Caldei in Irak, Raphael Bidawid, in un appello congiunto per la pace, letto all’inizio della celebrazione eucaristica da mons. Valentinetti. “Tutti noi ha detto dobbiamo moltiplicare gli sforzi e unirci al Pontefice nel richiedere instancabilmente la pace. La pace, infatti, come si legge nell’appello, promosso da Pax Christi, è ‘direzione obbligatoria, l’unica strada da percorrere'”. Alla preoccupazione per le vittime dirette di un conflitto si aggiunge la consapevolezza amara della folla di profughi, scrivono i tre vescovi, che si chiedono: “Quanti saranno i profughi dall’Iraq, che si andranno ad aggiungere a chi ha già cercato speranze di vita fuggendo da quella terra, da troppi anni segnata dalla guerra e dall’embargo?” Della necessità di pregare per la pace si è fatta interprete anche l’Azione cattolica diocesana di Termoli-Larino, che nel pomeriggio di domenica ha promosso una marcia della pace nelle vie cittadine, conclusasi con una veglia presieduta dal cardinale Puljic.
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