SPORT E VIOLENZA: MONS. C.MAZZA (CEI) “UN PATTO SOCIALE PER LO SPORT”

” “E’ quanto suggerisce mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport alla luce delle scene di violenza all’interno degli stadi italiani. “Contro la dilagante violenza negli stadi e le possibili infiltrazioni eversive all’interno delle tifoserie – dichiara al Sir mons. Mazza – la linea da percorrere è quella della legge e della collaborazione delle società calcistiche e di tutte quelle persone che hanno a cuore le sorti del calcio e dello sport in genere in modo da creare un minimo di patto sociale per lo sport”. Ben venga, dunque, il decreto contro la violenza ma “le società e i tifosi stessi non rigettino la loro parte di responsabilità”. Anche i mass media, poi, sono chiamati a dare il loro contributo: “l’informazione sia più pacata, oculata ed educativa. Deve servire a formare una cultura dello sport che in Italia registra un grave deficit. I mezzi di comunicazione di massa devono aiutare il tifoso, lo sportivo a costruire una nuova mentalità ed una cultura sportiva”. Per il direttore dell’Ufficio Cei, infatti, “é impensabile che in centinaia di campi minori vengano annullate gare di calcio per timore di incidenti. Cresce la violenza gratuita, fenomeni non governati di violenza senza senso. Ciò suppone che mancano le ragioni di uno sport inteso nel suo spirito originario”. La legge, dunque, da sola non basta. “Occorre – conclude – che i club sportivi diventino centri di aggregazione sociale e di cultura sportiva. Non devono pensare solo a fare i soldi ma a diventare un soggetto di grande socializzazione. E’ un necessario passaggio di mentalità. Far crescere, ad esempio, i ragazzi dei vivai in un clima di sportività non potrà che portare dei benefici a tutto il mondo sportivo”.