ARGENTINA: DENUNCIA DELLE ORGANIZZAZIONI PER I DIRITTI, “REPRESSIONE DI BAMBINI DI STRADA E LAVORATORI”

” “In Argentina alcuni organismi che lottano a favore dei diritti umani hanno denunciato nei giorni scorsi la repressione di minori di strada e bambini lavoratori, spesso detenuti dalla polizia. Nella capitale Buenos Aires si è svolta infatti una giornata di riflessione promossa da varie organizzazioni. Marcelino Altamirano, coordinatore della comunità d’accoglienza “Puente Afectivo” (dove vivono tredici minori che hanno avuto problemi di droga e di delinquenza ma che oggi vanno a scuola e si dedicano alla vendita di cioccolato e dolci artigianali), ha sollecitato l’attenzione “di tutta la cittadinanza a prendere coscienza della realtà che vivono questi ragazzi”. Andrea Pochak, direttrice dell’area giuridica del Centro studi legali e sociali, ha sottolineato la mancanza di politiche sociali in favore dei bambini poveri. Negli ultimi anni la quantità di minori che vivono in strada o che vendono mercanzie varie è aumentata vertiginosamente. I dati riferiti all’ottobre 2002 nella regione della Grande Mendoza documentano che il 48.8% delle famiglie sono povere e il 21.6% indigente. La sociologa Silvia Guemureman, esperta di problematiche sociali minorili, ha fatto notare che “le autorità parlano di protezione dei bambini, però si tratta di un inganno per coprire pratiche repressive”. E pochi giorni fa il Movimento latinoamericano dei NATs (bambini e adolescenti lavoratori in spagnolo) ha diffuso un comunicato stampa lamentando che “queste violazioni dei diritti dei bambini dimostrano l’esistenza di molte persone e istituzioni che non capiscono che il lavoro dei bambini è una lotta congiunta realizzata insieme alle loro famiglie per sopravvivere. E’ giusto riconoscere che attraverso il lavoro, il bambino evita di andare a rubare, evita la prostituzione e la droga. Grazie alle entrate quotidiane può andare a scuola e cerca di sopravvivere di fronte a una situazione di ingiustizia strutturale e di esclusione sociale”.
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