IRAQ: A BAGHDAD IN PREGHIERA CON I CRISTIANI CALDEI, UN APPELLO A “SUPERARE LE DIVISIONI”

” “”Superare le divisioni e le meschine contraddizioni, per costruire ovunque dei ponti”. E’ l’invito che viene da Baghdad, dove sono in corso in questi giorni una serie di iniziative promosse in Iraq dall’associazione “Un ponte per…”. Tra i partecipanti, don Andrea Bellavite, direttore del settimanale cattolico “La Voce Isontina” di Gorizia, che descrive la celebrazione di ieri insieme ai cristiani caldei che vivono a Bagdhad, una piccola minoranza che celebra le liturgie in aramaico, la lingua parlata da Gesù. “Come è possibile non unire con convinzione la nostra voce a quella del Papa, di alcuni importanti Governi nazionali e di centinaia di milioni di uomini e donne che in ogni parte del nostro pianeta esprimono la loro voglia di impegnarsi e gridano con forza; ‘no’ alla guerra, senza se e senza ma?” si chiede don Bellavite, che racconta: “È stato commovente partecipare alla loro preghiera, in una grande chiesa affollatissima, nella quale un semplice parroco compiva gli stessi gesti e diceva le stesse parole che sono stati compiuti e dette in tutte le chiese cattoliche del mondo in questa domenica; come è possibile non condividere il grido di questi fratelli e sorelle?”. “Al di là della paura e della speranza che caratterizza la gente irachena in questo periodo – osserva don Bellavite -, sono evidenti da una parte la povertà di una nazione provata da tante guerre e da un lungo embargo, dall’altra la dignità e la capacita di accoglienza. Percorrendo le strade di questa città che un tempo deve essere stata incantevole, si è sempre accolti da forti manifestazioni di vicinanza e di affetto; un saluto, una stretta di mano, un tè offerto con simpatia e con la gioia di poter condividere con qualcuno che viene da lontano il momento dell’ansia e dell’ incertezza”. A Baghdad vi è un seminario con 60 teologi che studiano in una delle più importanti facoltà teologiche dell’Asia; i caldei hanno la possibilità di svolgere le loro attività e hanno accesso all’insegnamento religioso nelle scuole.
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