APPELLO DELLA COMUNITÀ “PAPA GIOVANNI XXIII”: “LA CRISI IRACHENA NON FACCIA DIMENTICARE IL POPOLO PALESTINESE”

“Non dimenticare il popolo palestinese”: è l’appello della Comunità ‘Papa Giovanni XXIII’, diffuso in un momento in cui “l’attenzione mondiale è focalizzata sulla questione irachena e l’esercito israeliano ha la possibilità di continuare e intensificare le proprie azioni nella più totale impunità”. Solo nella giornata di ieri otto palestinesi sono rimasti uccisi e una trentina sono stati feriti in Cisgiordania e Gaza. La Comunità, presente da più di un anno nei territori palestinesi occupati, rileva attualmente “un assoluto e colpevole silenzio dei media e dell’opinione pubblica internazionale”. A tal proposito informa che “ogni giorno la popolazione civile palestinese è sottoposta ad una serie di misure punitive come chiusure di strade, di intere città o villaggi, coprifuochi, espropriazioni di terre, demolizioni di case. Assistiamo ogni giorno alle umiliazioni che l’esercito israeliano e i coloni infliggono perfino a vecchi e bambini molto piccoli. Questa quotidianità non fa notizia”. Per questo, anche se “siamo consapevoli che il momento politico che stiamo vivendo a livello internazionale sia delicatissimo e che sia necessario opporsi con tutte le nostre energie al probabile attacco armato contro l’Iraq”, tuttavia “non dobbiamo dimenticare il popolo palestinese”. In Terra Santa, – affermano i volontari della Comunità – “hanno bisogno del nostro aiuto, tacere è un crimine. Specialmente nell’attuale contesto. Tutte le persone che incontriamo sono terrorizzate dal fatto che l’attacco contro l’Iraq significhi la fine”. Da qui la richiesta di “non permettere che il silenzio, il senso di assuefazione e l’omertà siano i migliori alleati nella distruzione di un popolo”. Come Comunità ‘Papa Giovanni XXIII’, si conclude il messaggio, “chiediamo a tutta la società civile di denunciare questa situazione di occupazione militare e di opporsi ad essa con la stessa forza che si sta utilizzando per scongiurare l’attacco all’Iraq”.