” “E di guerra e sistema radio-televisivo italiano si è parlato questa mattina nella tavola rotonda che ha riunito responsabili e inviati dei tg e radiogiornali. Carmine Fotia, vicedirettore del tg La 7, ha ammesso che “in Italia le scalette dei telegiornali vengono fatte tenendo conto dei dati dell’audience, non dell’importanza delle notizie”. Così ci si ritrova con servizi ampi su “miss mondo o sanremo” perché “vengono visti da milioni di persone ma trasformano i telegiornali in show”, e nessuna notizia su conflitti che mietono migliaia di vittime. Franco Di Mare, inviato del Tg1, ha insistito sulla necessità che gli inviati di guerra “raccontino le storie”, cosa che viene impedita “perché in un minuto e mezzo di tempo si è costretti a scrivere solo un ‘pastone’ di dichiarazioni politiche o altre notizie che potrebbe essere tranquillamente fatto in redazione”. Michele Mezza, vicedirettore di Rai tecnologie, ha valorizzato l’importanza di Internet in quanto fonte alternativa e accessibile a tutti, visto che emerge “tra i cittadini una domanda geopolitica, ed esistono professionalità giornalistiche in grado di rispondere a queste richieste. Mancano però assetti editoriali che consentano di informare correttamente sui conflitti e sulle notizie dall’estero”.
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