” “Un appello a non far diventare la Locride “terra di nessuno”: a rivolgerlo è don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale sociale e del lavoro, all’indomani dell’attentato intimidatorio subito da don Giuseppe Campisano, parroco di Gioiosa Jonica, e di altri “forti indimidazioni” di cui sono state oggetto dichiara Tarchi al Sir il sindaco di Fianegrati (scampato ad una bomba) e due cooperative inserite nel Progetto Policoro, promosso dalla Cei fin dal ’95 per incentivare l’imprenditoria giovanile al Sud: la Cooperativa sociale ionica “Serveco” (un consorzio “di tipo B”, che integra persone svantaggiate), nella Valle del Bonamico (diocesi di Locri, territorio di Platì), e la “Coopservice”, nel centro di Locri, dove sono state fatte “saltare” alcune macchine con l’esplosivo, in pieno giorno, alle 18. “Quello che la Chiesa italiana sta portando avanti con il Progetto Politoro ricorda Tarchi è un lavoro delicato, che intende dare fiducia ai giovani, aiutarli a diventare creativi, imprenditori di se stessi, e a scoprire il valore della cooperazione. Ma rischia di naufragare, se non c’è sul territorio non solamente nei grandi centri, ma anche in quelli cosiddetti ‘minori’ una presenza dello Stato forte ed efficace”. Altrimenti, aggiunge Tarchi, “i giovani hanno la sensazione che la loro sia una ‘terra di nessuno’, non presidiata”. Di qui la richiesta della Cei allo Stato di “una presa di posizione forte” e di “precisi finanziamenti e investimenti per assicurare una più capillare presenza delle forze dell’ordine, e favorire un maggiore controllo del territorio in grado di contrastare la ‘ndrangheta’ ed altre forme di criminalità”. Solo rompendo questo “accerchiamento territoriale” da parte della criminalità locale e organizzata, conclude Tarchi, si può “sostenere la logica della legalità e far ritrovare l’entusiasmo e la fiducia ai giovani. Lo Stato deve tornare ad investire a favore di chi ama davvero il proprio territorio e ne conosce le risorse”. Tarchi conclude esprimendo “sostegno e solidarietà” a mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, perché lui e la sua comunità “continuino ad avere coraggio e forza, e non perdano mai la fiducia e la speranza dimostrata in questi anni”.