ABORTO: CIVILTÀ CATTOLICA, I CATTOLICI HANNO IL “DOVERE” DI “MODIFICARE” LA LEGGE

” “Una legge troppo “permissiva” e “dannosa” per l’Italia, che i politici cattolici hanno il “dovere” di modificare, per “limitarne i danni”. Così “Civiltà cattolica”, nel numero di cui sono state anticipate oggi le bozze, definisce la legge sull’aborto, e precisa: “Se non si può pensare di abolirla, poiché in questi anni la mentalità abortista si è rafforzata ancora di più, si può tentare di renderla meno permissiva”. E’ questo, per la rivista dei gesuiti, uno dei casi in cui “i parlamentari i cattolici hanno uno spazio di manovra, sia pur modesto, per limitarne i danni”, come raccomanda la recente Nota vaticana su cattolici e politica, quando parla del “preciso obbligo di opporsi” ad ogni legge che risulti un attentato alla vita umana; nei casi in cui, precisa però la Nota, l’opposizione totale non sia possibile, bisogna fare ogni tentativo di “limitarne gli aspetti iniqui”. A proposito della 194, Civiltà cattolica fa notare che “in taluni ambienti meno ideologizzati e più preoccupati delle sorti future del Paese si comincia a rendersi conto dei danni che la legge sull’aborto, oltre alla soppressione di vite umane, sta infliggendo al nostro Paese, per la mancanza di ricambio della popolazione, che sta rapidamente invecchiando, mentre diminuiscono le classi più giovani, per l’impressionante calo della natalità, che è il più elevato del mondo, dovuto anche agli aborti”. Un altro campo in cui i politici cattolici devono far sentire la propria voce è quello della famiglia, quella fondata “sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso”, che per Civiltà cattolica “dev’essere protetta nella sua unità e stabilità, di fronte alle moderne leggi sul divorzio, che creano gravi danni sia per i coniugi, sia per i figli”. “Prudenza”, ma anche “capacità inventiva e saggezza”: questi i requisiti raccomandati dai gesuiti ai cattolici impegnati in politica, partendo dalla consapevolezza che “è legittimo e doveroso ogni tentativo di arginare gli effetti negativi di leggi che, pur essendo contrarie alla legge morale e dunque gravemente dannose al vero bene degli uomini, godono tuttavia di un largo – e talvolta larghissimo – consenso popolare, per cui è spesso piuttosto difficile pensare che certe leggi si possano abolire o mutare radicalmente”.
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