CRISI USA-IRAQ: SETTIMANALI CATTOLICI, UN CORO DI “NO” ALLA GUERRA

” “Un coro di “no” alla guerra: a pronunciarlo – in una rassegna che verrà pubblicata sul Sir di domani – sono i settimanali cattolici, negli editoriali di queste ultime settimane, tutti dedicati all’evolversi della crisi irachena, e alle “minacce” che quest’ultima pone alla pace. “Bush vorrebbe risolvere tutto in un polverone di 20 giorni. Ma, così, non si risolve proprio niente”, si legge ad esempio su “Amico del popolo”, il settimanale della diocesi di Chieti-Vasto. “Un maniaco della guerra”: così il settimanale cattolico di Noto, “La vita diocesana”, definisce il presidente americano, e spiega: “Lui, l’atletico Bush, smania per un’altra guerra. Non sa vedere altro modo, sensato, di risolvere i problemi e le discordie che sorgono fra le nazioni”. “Tutti sanno, compreso Bush, che l’Iraq non possiede armi di distruzioni di massa, anzi è un Paese disarmato”, si legge su “Nuovo Cammino” (Oristano): “Eppure Bush vuole la guerra”. “Perché cresce l’antiamericanismo?”. A chiederselo è il settimanale cattolico di Jesi, “Voce della Vallesina”, che sostiene che “l’avversione” dell’opinione pubblica mondiale nei confronti degli Stati Uniti “si alimenta sempre più della politica dei due pesi e delle due misure che Bush attua, con totale indifferenza, verso Israele e verso la Corea del Nord da una parte (tutta comprensione e sforzo di intesa), e verso Arafat e Saddam dall’altra. Quando invece il mondo si aspetta che la grande potenza si ponga effettivamente al di sopra delle parti e medii e ricerchi l’incontro, e allontani il più possibile lo scontro”.