TRAGEDIA DELLO SHUTTLE: CAVIGLIONE “UN PREZZO DA PAGARE?”

” “”Si poteva pensare che dopo anni di progresso della tecnica e della scienza, si fosse giunti al punto di non correre più nessun rischio quanto all’incolumità degli espertissimi astronauti. Ora la cruda realtà giunge a smentirci, a ribadire – ancora una volta – i limiti e gli spazi angusti delle nostre possibilità”.
” “Con queste parole Carlo Caviglione, sacerdote e notista del Sir, commenta la tragedia del Columbia, cioè la morte di sette astronauti. “Tra i molti – aggiunge Caviglione – restano altri interrogativi che si pongono all’intelligenza, alla coscienza e persino al buon senso dell’uomo comune. Perché, ci si chiede, si devono affrontare queste imprese così costose e rischiose? Perché mettere a repentaglio la vita di tante persone? E’ proprio questo il prezzo che si deve pagare al progresso o vi sottostanno smisurati interessi economici?
” “Non rinunciamo tuttavia a considerare ben più nobili i motivi delle rischiose imprese spaziali, di fronte a tragedie del genere, tutto induce a riflettere sulla loro opportunità. Quanto meno si dovrà studiare il modo di non mettere altre volte a rischio la vita e le famiglie dei navigatori. La loro vita – questo è condiviso da tutti – vale molto di più di ogni possibile, ulteriore conquista della tecnica, della scienza e del progresso. Quella vita di ciascuno, bene prezioso – ha ribadito ieri il Papa – della quale “non si può mai fare mercato”. Non è certo il caso degli astronauti che, volontariamente, accettano un rischio ben calcolato.
” “Si tratta sempre però di vite umane da proteggere e da tutelare. Il che deve costringere anche la scienza a progredire sempre di più verso questo obiettivo. La vita al di sopra di tutto”.
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