” “E’ stato fissato con una “tempestività da primato” il decreto flussi del Ministero del lavoro che fissa la quota di 60.000 ingressi di immigrati per lavoro stagionale nel 2003. E’ il commento di padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio per la pastorale degli immigrati e dei profughi della Fondazione Migrantes, che nota anche la soddisfazione delle associazioni di imprenditori agricoli, che si serviranno di questi lavoratori soprattutto per le raccolte di stagione. In attesa di leggere il testo del provvedimento per una analisi più accurata, padre Mioli rileva “che i nuovi flussi riguardano soprattutto il settore agricolo” soprattutto nelle zone di Bolzano e Trento (27.700 complessivamente), “e giustamente, sia perché continua ad esservi grande richiesta di manodopera stagionale, sia soprattutto per il fatto che queste Province hanno dimostrato d’essere bene organizzate e di saper gestire con speditezza e secondo i canoni stabiliti tutta la complessa operazione”. Altra novità, osserva padre Mioli, “è che tutte le regioni hanno avuto una qualche quota seppur minima (Basilicata e Calabria 50, Sicilia e Sardegna 100), dato che lo scorso anno certe regioni del Sud avevano elevata forte la protesta di essere state discriminate e dimenticate”. Rispetto alla provenienza degli immigrati viene data precedenza (oltre che a Serbia, Croazia, Bulgaria e Romania) ai Paesi già candidati all’ingresso nell’Unione europea e a quelli che hanno stipulato accordi bilaterali con l’Italia in materia di lavoro stagionale. “Resta infine da vedere conclude padre Mioli – se questo sarà il decreto flussi completo per il 2003 o soltanto un anticipo; non vi figurano infatti i lavoratori a tempo indeterminato, che l’anno scorso, aggiunti agli stagionali, avevano portato la quota complessiva a 80.500, come non era mai avvenuto negli anni precedenti”.