RIENTRANO QUESTA SERA A ROMA I COMPONENTI DELLA SPEDIZIONE AL POLO SUD “LA CROCE AI CONFINI DELLA TERRA”

” “”Abbiamo vissuto un’esperienza unica ed esaltante in un continente dove ‘la forza della natura’ regna ‘sovrana’, di fronte alla quale ogni ‘forza umana’ si sente disarmata ed impotente”: sono le prime parole di commento da parte di mons. Liberio Andreatta, presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, al termine della spedizione denominata “Fly to the south pole 2003 – Taking the Cross to the ends of the earth”. I componenti della spedizione sono attesi per questa sera a Roma, in arrivo con un volo Iberia alle 18,15, con ben 15 giorni di ritardo a causa delle avverse condizioni atmosferiche in Antartide. “E’ stata un’esperienza unica ed irripetibile, che ci ha arricchito umanamente, culturalmente e spiritualmente, soprattutto durante la sosta forzata a causa delle avverse condizioni climatiche”. Il gruppo dell’Opera Romana Pellegrinaggi ha infatti dovuto rimanere al chiuso nelle tende nei pressi dell’aeroporto, per vari giorni, in attesa che il tempo mettesse al bello, a temperature di 40/45° sotto zero. Anche un volo da Punta Arenas (la loro destinazione a 3000 chilometri di distanza), che doveva trasportare una delegazione di diplomatici ospiti del governo cileno, tra cui il Nunzio in Cile mons. Aldo Cavalli, non ha potuto effettuare la spedizione antartica per il forte vente e la neve. Una volta rientrati in Patagonia, nella diocesi di Punta Arenas si è svolta la cerimonia di consegna della Croce benedetta dal Papa al vescovo locale, che l’ha affidata in custodia al Museo Regionale Antartico Salesiano della città. Due anni fa sempre l’Opera Romana Pellegrinaggi era stata protagonista di un’analoga spedizione al Polo Nord dove la croce era stata piantata al 90° parallelo. “Questa croce – spiega mons. Andreatta – è oggi gelosamente custodita nel Museo Artico ed Antartico di San Pietroburgo, in Russia, come segno tangibile della libertà religiosa ritrovata dopo la caduta del bolscevismo ateo”. Nella spedizione antartica delle scorse settimane tra l’altro è stato dedicato un monte, nei pressi di Patriot Hills, a “Giovanni Paolo II” per i suoi 25 anni di pontificato.
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