FORUM DI DAVOS: MONS.GRAB (CCEE), “SI FACCIA UNO SFORZO DI RESPONSABILITÀ E DI DIALOGO”

” “Una richiesta ai partecipanti al vertice economico mondiale di Davos di attuare “un grande sforzo di responsabilità e di dialogo, di apertura e di ferma resistenza ai soprusi”, soprattutto rispetto alla situazione nel vicino Oriente, viene oggi da mons. Amédée Grab, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, (Ccee) organismo che riunisce i presidenti delle attuali 34 conferenze episcopali europee (il cui segretariato ha sede a San Gallo, in Svizzera). Salutando le personalità presenti al vertice “con rispetto e simpatia”, mons. Grab, che è anche vescovo di Coira (Svizzera), ricorda che “i credenti in Gesù Cristo guardano con fraterna gratitudine coloro che si assumono pubblicamente responsabilità politiche, economiche, scientifiche e che operano per accrescere le opportunità a disposizione degli uomini e delle donne”. Per questo auspica “che si accelerino questi processi affinché sempre più uomini e donne possano godere in pienezza il dono della vita e tutto ciò che questo dono racchiude e dischiude”. “La ricerca del bene comune e le scelte implicate – osserva mons. Grab – comportano tanti rischi, che a volte hanno dato luogo a decisioni compromettenti la dignità di milioni di vite umane, la qualità civile di aspetti della convivenza, parti importanti dell’ambiente naturale. Tali rischi non debbono scoraggiare ma responsabilizzare. La memoria di errori e di colpe non va rimossa, ma assunta e convertita in impegno più umile e più intenso”. Esprimendo “gravi preoccupazioni” per la situazione internazionale, soprattutto “dalla regione del vicino Oriente”, il presidente del Ccee chiede “un grande sforzo di responsabilità e di dialogo, di apertura e di ferma resistenza ai soprusi, perché si allarghi quanto più possibile l’area in cui vigono le condizioni giuridiche e sociali utili ad una convivenza civile tra le persone e tra le nazioni. Le società libere in virtù dei valori cui si orientano sono chiamate a ricercare in primo luogo ogni possibile forma pacifica per la difesa ed il ristabilimento dei diritti e delle libertà”. Mons. Grab conclude invitando “gli uomini e le donne riuniti a Davos, e tutti coloro che condividono analoghe responsabilità a livello locale o globale, a continuare in modo coraggioso e con spirito critico il loro impegno”.