” “La setta dei Raeliani, con il proprio annuncio-bomba di aver clonato una bambina (il primo è stato fatto una ventina di giorni fa, seguito poi da altri annunci altrettanto strombazzati) ha avuto la cercata notorietà anche all’interno del Comitato Nazionale di Bioetica, che si è riunito appositamente il 17 gennaio scorso, su sollecitazione del ministro Sirchia, per esprimere un parere sulla clonazione umana a fini riproduttivi. “Tale parere, da noi tradotto in mozione votata all’unanimità da tutti i membri presenti ha detto il presidente del Comitato, prof. Francesco D’Agostino, oggi a Roma risulta assolutamente negativo per diversi motivi e da diverse prospettive di osservazione della questione”. Secondo il giurista, infatti, clonare un essere umano è “un grave attentato all’unicità del soggetto umano clonato e costituisce una forma estrema ed indebita di predeterminazione del patrimonio genetico di tale persona. Inoltre ha proseguito richiamando il testo della mozione – la clonazione umana comporta una grave alterazione della struttura triadica della generazione e della complementarietà eterosessuale, prescindendo da un apporto biologico genitoriale. Altri aspetti che il comitato ha messo in luce sono l’assoluta assenza delle necessarie garanzie di innocuità nei confronti del nascituro e il rischio che tale pratica contribuisca alla ulteriore commercializzazione della vita umana”. D’Agostino ha sottolineato che questi concetti, contenuti nella mozione firmata all’unanimità, hanno trovato in cinque componenti del Comitato delle differenziazioni di approccio: i cinque firmatari si legge nella mozione “pur esprimendo perplessità sulle argomentazioni proposte, sottolineano la non eticità della clonazione fino a quando non venga definito un possibile protocollo sperimentale, praticabile e con percentuale di rischio accettabile”. Per il presidente del Comitato è del tutto diverso il discorso circa la clonazione a fini di ricerca scientifica (definita spesso “terapeutica”). “In questo caso ha sottolineato si tratta di verificarne gli sviluppi e le eventuali applicazioni soprattutto terapeutiche, per le quali gli scienziati prevedono comunque tempi molto lunghi di messa a regime. L’oncologo Veronesi ha detto D’Agostino ha parlato nei giorni scorsi di un tempo ventennale”.