” “”Un imprenditore di statura mondiale morto in un momento non felice per la Fiat che ha presieduto per decenni con passione e dedizione. Un secolo di storia di un’industria, che finisce tristemente lasciando un senso di vuoto e di dolorosa incertezza non solo per Torino ma per l’Italia”. È quanto ha affermato l’imprenditore cattolico torinese Cornelio Valetto, ricordando la figura dell’avvocato Gianni Agnelli, deceduto alle 8,30 di questa mattina. Il presidente d’onore della Fiat Spa era nato a Torino il 12 marzo del 1921, laureato in giurisprudenza, aveva combattuto come Ufficiale di cavalleria nella seconda guerra mondiale. Padre di due figli, Margherita e Edoardo (scomparso a 46 anni) era molto legato alla Madonna della Consolata. Legame che, come ricorda il rettore della Consolata, mons. Franco Peradotto, “era cresciuto dopo la morte del nipote Giovanni e del figlio Edoardo”. L’avvocato entrò in Fiat nel 1943 come vicepresidente, nel 1963 venne nominato amministratore delegato, dal 1966 – per trent’anni – è stato presidente della Società. Senatore a vita dal giugno del 1991, è stato sindaco di Villar Perosa dal ’45 al 1980, ed è in questo paesino che verrà celebrato nei prossimi giorni il funerale in forma privata. Numerosi gli incarichi ricoperti nel corso della sua vita, da presidente dell’Editrice “La Stampa”, dell’Ifi, della Confindustria (dal ’74 al ’76) a vicepresidente dell’Associazione per l’Unione Monetaria Europea. Era membro dell’Accademia delle Scienze morali e politiche dell'”Istitut de France”. La morte dell’avvocato Agnelli, ha detto il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, è “una perdita grave e seria non solo per la famiglia alla quale desidero manifestare la mia vicinanza di preghiera, di stima e di partecipazione, ma anche per Torino e per la nazione italiana. Spero che chi subentrerà alla guida della Fiat senta la responsabilità di ereditare il suo attaccamento a Torino e alla Società automobilistica e quindi che la sua morte diventi quasi un motivo in più per volere una soluzione positiva della crisi attuale”.