MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI: I MEDIA HANNO “ENORME POTERE” NEL MONDO, NO A “PROPAGANDA” E “PRESSIONI” SULLA VERITÀ (2)

” “I media “ostacolano la libertà quando si allontanano da quello che è vero, diffondendo falsità o creando un clima di insana reazione emotiva di fronte agli eventi”, scrive ancora il Papa nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, e ammonisce: “se i media sono al servizio della libertà, essi stessi devono essere liberi e devono utilizzare questa libertà in modo corretto”, partendo dalla consapevolezza che “solo quando le persone hanno libero accesso ad una informazione verace e sufficiente, possono perseguire il bene comune”. Lo “status privilegiato” dei media, osserva dunque Giovanni Paolo II, li “obbliga a porti al di sopra delle questioni puramente economiche e a mettersi al servizio dei veri bisogni e del vero benessere della società”: sì, allora, ad “una certa regolamentazione pubblica dei media”, no invece al “controllo governativo”. “I cronisti e i giornalisti – sottolinea il Papa –hanno il grave dovere di seguire le indicazioni della loro coscienza morale e di resistere alle pressioni che li sollecitano ad ‘adattare’ la verità, al fine di soddisfare le pretese dei ricchi e del potere politico”, Anche i “settori più deboli della società”, per il Papa, devono poter svolgere “un ruolo effettivo e responsabile, nel decidere i contenuti dei media e determinare le strutture e le linee di condotta delle comunicazioni sociali”. .I mass media, si legge a chiusura del messaggio, sono “attori chiave nel mondo di oggi”, ed “il loro potere è tale che in poco tempo possono provocare una reazione pubblica positiva o negativa agli eventi”. In questo contesto, “gli uomini e le donne dei media sono tenuti a contribuire alla pace in ogni parte del mondo, abbattendo le barriere della diffidenza, prendendo in considerazione il punto di vista degli altri e sforzandosi sempre di incoraggiare le persone e le nazioni alla comprensione reciproca e al rispetto”, fino “alla riconciliazione e alla misericordia”. Una “sfida enorme”, la definisce il Papa, ma dalla quale “dipendono in gran parte” non solo la “realizzazione personale” dei giornalisti – chiamati “per vocazione e per professione ad essere agenti di verità, giustizia, libertà e amore”, al “servizio del bene comune universale” – ma anche “la pace e la felicità del mondo”.