CINEMA: COMMISSIONE VALUTAZIONE FILM, “GANGS OF NEW YORK, SEQUENZE TROPPO CRUDE E BRUTALI PER GLI ADOLESCENTI”

” “”Un affresco impietoso sull’America di ieri che parla forse anche di quella di oggi: in questa prospettiva si può vedere il film con maggiore serenità e accortezza per non lasciarsi andare al rifiuto che altrimenti si prova di fronte a sequenze crude e brutali”. E’ questo il giudizio della Commissione nazionale valutazione film della Conferenza episcopale italiana, a proposito del film “Gangs of New York” diretto da Martin Scorsese, che in Italia uscirà domani in circa 550 sale cinematografiche italiane senza nessun taglio o divieto. “E’ una decisione che lascia sconcertati – commenta la Commissione della Cei -. Negli Stati Uniti la pellicola è accompagnata dalla sigla ‘R’, ossia ‘Restricted’, ingresso vietato ai minori di 17 anni non accompagnati. In Gran Bretagna e in Canada è stato deciso il divieto ai minori di 18 anni. In Italia evidentemente i giudici ministeriali hanno ritenuto inesistenti le motivazioni di un divieto”. “Gli adolescenti italiani sono forse più ‘maturi’ dei loro coetanei stranieri?” si chiede l’organismo della Cei: “I nostri dodicenni e tredicenni hanno già acquisito una tale esperienza di vita da poter discernere, filtrare, distinguere, ragionare, muoversi sul giusto versante della misura e della concretezza?” Il film racconta la lotta tra bande rivali nella New York del 1862 per il controllo delle strade e dei commerci. Nel film, osserva la Commissione, “non si è risparmiato nulla per costruire una ‘cronaca’ iperrealista, eccessiva, debordante. Non si tratta di chiudere gli occhi sulla presenza della violenza nella storia dell’uomo e della sua sofferta vicenda terrena, bensì di saper trovare quel tono giusto, quella capacità espressiva, quel livello visivo che diventi per lo spettatore occasione di riflessione: sui temi del potere e del dominio di un uomo sull’altro, su come in passato in modo distorto si siano giustificati omicidi e violenze in nome della pace e della giustizia. Per denunciare gli orrori di gruppi di persone che si scontrano all’arma bianca per eliminarsi, possono essere sufficienti 5-6 minuti, non le spropositate lunghezze proposte da Scorsese”. Per cui si consiglia di destinare il film “ad un pubblico adulto, in grado di filtrare le suggestioni emotive con l’interesse che può derivare dai riferimenti storici, dai temi della politica, della corruzione, del formarsi dell’idea democratica del suffragio universale.
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