GIORNO DELLA MEMORIA: MOBILITAZIONE DELLE COMUNITÀ EBRAICHE, SI PUNTA SUI GIOVANI

” “Con un po’ di amarezza nel constatare quanto poco l’umanità di oggi abbia imparato dalla storia. Ma anche con la speranza nel verificare quanto i giovani abbiano voglia di conoscere il proprio passato ed agire per la pace tra i popoli. Con questo stato d’animo, anche quest’anno la comunità ebraica si appresta a vivere il "Giorno della memoria", che si celebra con manifestazioni ed incontri in tutta Italia il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz.
” “Nel presentare la Giornata, Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane ricorda "gli Schindler, i Perlasca, i Palatucci e molti altri eroi, anonimi, ma non per questo meno meritevoli" che hanno messo a rischio la loro vita per salvarne altre. "Un giusto – aggiunge – spesso vive nell’ombra ma la sua giustezza si ripercuote favorevolmente su tutta la collettività". Sono questi eroi anonimi della storia "l’espressione della speranza e, in ultima analisi, dell’ottimismo che permette agli ebrei di sopravvivere".
” “Molteplici sono le manifestazioni promosse per il 27 gennaio. A Roma, per esempio, il centro ebraico "Il Pitigliani" propone una serie di proiezioni di documentari a licei e scuole medie. Nel presentare l’iniziativa, Ambra Tedeschi, direttrice del Centro, afferma: "Partiamo dal presupposto che la conoscenza è il solo mezzo per abbattere le barriere del pregiudizio". E sull’importanza di celebrare anche in Italia il "Giorno della memoria" aggiunge: "In una società che corre come la nostra, avere un momento di riflessione è sicuramente importante, soprattutto alla luce degli scenari internazionali che si stanno profilando. L’impressione, purtroppo, è che questi scenari di guerra si ripetano continuamente. Si guardi per esempio ai Balcani che sono stati teatro di una terribile pulizia etnica. C’è davvero da domandarsi che cosa l’umanità abbia imparato dalla storia". L’invito è comunque alla speranza: "tra i giovani abbiamo incontrato persone stupende con grandi ideali. Direi allora che i giovani andrebbero valorizzati molto di più. E questo ci chiama in causa tutti se davvero crediamo che il nostro futuro sono loro. Non puntare sui giovani significa non credere nel futuro".