” “"C’è un sentimento di vergogna diffusa tra molte persone di fronte all’intervento fatto da nostri concittadini. Vogliamo poter reagire a questo, controbattere, portare pensiero". È il commento di Cecilia Niccolini, presidente diocesana dell’Azione cattolica di Trento, all’interrogazione, presentata nei giorni scorsi a Trento da due consiglieri provinciali leghisti, secondo cui, sul treno Verona-Bolzano, occorre "prevedere vagoni ferroviari esclusivi per gli extracomunitari e vagoni esclusivi per gli italiani". La proposta, hanno spiegato i due consiglieri, intende porre "all’attenzione delle autorità competenti la situazione di degrado civile, determinata dalla presenza di un numero considerevole di extracomunitari che, senza nessuna premura per gli altri, si ‘accampano’ a dormire sui posti a sedere togliendosi scarpe o scarponi ed occupando in questo modo i sedili anche per gli altri viaggiatori". "E’ doveroso esigere il rispetto delle persone e dei beni", ma aggiunge Cecilia Niccolini, "è innegabile non pensare al ’33 quando s’iniziò a dire che per gli ebrei ci volevano luoghi e scompartimenti separati perché ‘puzzavano’. Non si parlava ancora di nazismo, ma si cominciava a diffondere e ad alimentare una certa mentalità. Sembra che la storia non abbia insegnato nulla e tenda a riprodurre il peggio. Questo non comporta il negare manifestazioni di sopraffazione e di arroganza che vengono espresse anche da cittadini extracomunitari". Tuttavia, continua Niccolini, "la risposta civile non sta nel mugugno, ma nella vigilanza, nella prevenzione, nella sorveglianza fatta dagli organi costituiti per la tutela dei cittadini". La proposta, prosegue la presidente diocesana di Ac, "infonde ancor più tristezza perché avanzata da coloro che abbiamo eletto per il bene comune della nostra società. Non si può liquidare il problema dicendo ‘è stata solo una battuta’, quando questa viene fatta da persone che ci rappresentano".