” “Nessun fedele “può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società. Non si tratta per sé di valori confessionali poiché tali esigenze etiche sono radicate nell’essere umano e appartengono alla legge morale e naturale”. È quanto afferma la Congregazione per la dottrina della fede nella “Nota dottrinale” diffusa oggi alla stampa, rilevando la necessità di chiarire il concetto di “laicità”. “Per la dottrina morale cattolica si legge nella Nota – la laicità, intesa come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica ma non da quella morale è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà che è stato raggiunto”. E si precisa che “la laicità indica in primo luogo l’atteggiamento di chi rispetta le verità che scaturiscono dalla conoscenza naturale sull’uomo che vive in società, anche se tali verità siano nello stesso tempo insegnate da una religione specifica, poiché la verità è una. Sarebbe un errore confondere la giusta autonomia che i cattolici in politica debbono assumere con la rivendicazione di un principio che prescinde dall’insegnamento morale della Chiesa”. Con questo “non si intende affatto che il Magistero della Chiesa voglia esercitare un potere politico o eliminare la libertà di opinione dei cattolici. L’insegnamento sociale della Chiesa non è un’intromissione nel governo dei singoli Paesi” ma “pone certamente un dovere morale di coerenza per i fedeli laici, interiore alla loro coscienza che è unica e unitaria”. Coloro che in questa coerenza dei cattolici volessero vedere “un segno per squalificarli politicamente, negando loro la legittimità di agire in politica coerentemente alle proprie convinzioni riguardanti il bene comune, incorrerebbero in una forma di intollerante laicismo”. La Nota si sofferma poi su associazioni, organizzazioni, riviste e periodici di ispirazioni cattolica che condividono o sostengono orientamenti a sostegno di forze e movimenti politici che hanno espresso posizioni contrarie all’insegnamento morale e sociale della Chiesa su questioni etiche fondamentali. “La fede – si legge – non ha mai preteso di imbrigliare in un rigido schema i contenuti sociopolitici, consapevole che la dimensione storica in cui l’uomo vive impone di verificare la presenza di situazioni non perfette e spesso rapidamente mutevoli. Sotto questo aspetto sono da respingere quelle posizione politiche e quei comportamenti che si ispirano a una visione utopistica la quale, capovolgendo la tradizione della fede biblica, strumentalizza il messaggio religioso, indirizzando la coscienza verso la vita eterna. Nello stesso tempo la Chiesa insegna che non esiste autentica libertà senza verità”. Infine una precisazione: “E’ bene ricordare il diritto di libertà di coscienza ed in special modo alla libertà religiosa si fonda sulla dignità ontologica della persona umana e in nessun modo su di una inesistente uguaglianza tra le religioni e i sistemi culturali umani”.