” “”Salvatore è morto per un gioco pericoloso”. Per il sociologo gesuita padre Domenico Pizzuti, la pistola giocattolo e il desiderio di acquisire un bene di consumo, fosse pure per una bravata, sono i due elementi fondamentali alla base del tragico tentativo di rapina di uno scooter da parte di due adolescenti, 13 e 17 anni, del degradato quartiere di Scampia, alla periferia di Napoli, ai danni di un poliziotto in borghese, finito con la morte del più piccolo dei due rapinatori. “Episodi come questo osserva padre Pizzuti, profondo conoscitore della realtà di Scampia rivelano un più ampio disagio sociale dei minori nelle periferie degradate. Sono numerosi i casi come quello di Salvatore, con famiglie problematiche (il padre in carcere, la madre che si deve dividere tra i figli ed il lavoro per sbarcare il lunario), dove non funziona il meccanismo di socializzazione e si conosce, al contrario, solo la precarietà, l’emarginazione, la mancanza delle norme comunemente accettate”.
” “Un altro elemento determinante, per padre Pizzuti, è l’influenza del gruppo dei pari. “Mentre i cosiddetti bravi ragazzi hanno come punti di riferimento la famiglia, la scuola, la chiesa, i minori difficili si inseriscono in gruppi nei quali non ci sono i valori della legalità e del rispetto, piuttosto si sviluppano dinamiche di violenza e microdelinquenza”. “A ciò si aggiunge continua il sociologo che in questi ambienti sono considerati modelli positivi il camorrista di successo, che ha tanti soldi, una bella casa e un’auto potente”.
” “Di fronte a situazioni del genere, “bisogna superare lo stato di abbandono dei minori a rischio”. “La gente dichiara padre Pizzuti innalza nei confronti di tali soggetti il muro della riprovazione sociale: in questo modo c’è chi sta nella fortezza e chi resta fuori, lasciato ancora di più a se stesso. Urge, allora, maggiore attenzione verso questi problemi: negli anni scorsi c’è stata una professionalizzazione degli interventi a favore dei minori a rischio, ma io credo necessario un connubio, pur nell’autonomia, tra chiesa e sociale per dare valore e significati a questi interventi. A Napoli ci sono già esempi positivi di parrocchie, come quella di Maria Immacolata Assunta in Cielo a S. Giovanni a Teduccio, che hanno fondato associazioni onlus che operano bene sul territorio”.
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