ONU: MONS. MARTINO E MONS. TAURAN, “RIFORMA GRADUALE” PER MAGGIORE “DEMOCRAZIA”

” “La crisi irachena ha “reso più urgente” la necessità di “proseguire con il processo di riforma delle Nazioni Uniti, iniziato già una decina d’anni”. A farlo notare è stato mons. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel corso della conferenza stampa di presentazione del volume “Words that matter” (Parole che contano), avvenuta oggi in sala stampa vaticana. “Speriamo in una ripresa dell’Onu”, ha auspicato Martino, che parta dalla “volontà politica degli Stati membri”, che “se vogliono possono anche fermare un genocidio umanitario in corso”, come è avvenuto ad esempio in Kosovo. “Non compete alla Santa Sede entrare nel merito della riforma”, ha aggiunto mons. Jean Louis Tauran, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, che poi ha puntualizzato: “Ciò che sentiamo, specialmente dai Paesi più piccoli, è la volontà di essere considerati di più dei ‘partner’: il meccanismo di un Consiglio di sicurezza così ridotto viene sentito come discriminante”. Ciò che Tauran auspica è “una riforma graduale dell’Onu, non però per indebolirne la struttura, che è l’unica che abbiamo per risolvere i conflitti in maniera civile”. Per Martino, “sulla carta tutti i Paesi sono uguali, tutti hanno diritto di voto, però il principio democratico alla base dello statuto dell’Onu non sempre viene osservato tanto”. Secondo Martino, è “difficilmente immaginabile” un superamento dell’attuale Consiglio di Sicurezza, perché “è difficile immaginare che i 5 Paesi membri rinunzino spontaneamente a questo diritto. Bisogna pensare alla riforma più realisticamente, dando maggiore democraticità a tutto il sistema”. Quanto ad un’eventuale modifica della posizione della Santa Sede (ora “osservatore permanente”) all’interno dell’Onu, Tauran ha informato che “è allo studio, non è stata ancora presa alcuna decisione”.
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