” “Altro tema della conferenza stampa svoltasi oggi in Vaticano, la situazione dell’Iraq “postbellico”. “Salvaguardare un Iraq pluralista, fedele alla sua tradizione laica”: questo, secondo mons. Tauran, il compito più urgente a cui la comunità internazionale deve assolvere, a tre mesi dal conflitto. “In Iraq ha aggiunto l’esponente della Santa Sede è fondamentale che vengano garantiti i diritti umani, tra i quali assumere un posto particolare la libertà religiosa. A tre mesi dalla guerra, il problema più grande è il ritorno alla normalità, assicurando la sicurezza e la ripresa dei servizi pubblici, come acqua, elettricità, telefono…”. A proposito dell’atteggiamento generale della Santa Sede fin dall’inizio della crisi irachena, Tauran ha fatto notare che “la Chiesa non è rimasta silenziosa, anzi ha parlato forse troppo” di pace, con “una voce profetica che ha ricordato i grandi valori sociali a cui spirarsi, pur senza dare soluzioni tecniche”. “Dobbiamo far prevalere la forza della legge sulla legge della forza”, ha ribadito Tauran ricordando le sue parole durante la crisi irachena, e a proposito del ruolo della diplomazia vaticana nella situazione internazionale ha osservato:” Sarebbe molto grave mettere tra parentesi tutte le conquiste giuridiche degli ultimi cinquant’anni. Ritorneremmo al diritto della giungla. Oggi ci sono 35 grandi i piccoli conflitti nel mondo, di cui 17 in Africa: è un mondo molto precario, ma non abbiamo mai avuto un patrimonio giuridico così completo e raffinato. Basterebbe che gli Stati applicassero i testi sottoscritti in sede internazionale, per risolvere le contese in maniera pacifica”.
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