PRESIDENZA ITALIANA UE: NOTA SETTIMANALE

” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Il passaggio alla presidenza di turno italiana dell’Unione è stato salutato – come forse era prevedibile – da un fuoco di fila di critiche sul Presidente del Consiglio Berlusconi da parte di molti giornali di diversi Paesi. L’Italia, pur essendo “membro fondatore” è però da sempre un osservato speciale e alcune questioni (a partire dal “conflitto di interessi”) restano aperte e non sistemate da troppo tempo. Questo episodio dimostra, peraltro, anche quanto stenti a decollare un dibattito politico nell’Unione. Già: il presupposto tanto dello sviluppo di una vera e propria Costituzione, oltre che dell’iniziativa europea per la pace e lo sviluppo in un mondo globalizzato, non possono non avere come presupposto proprio lo sviluppo di un dibattito “alto”. In questo senso, l’esortazione apostolica “Ecclesia in Europa”, appena pubblicata come bilancio e rilancio del Sinodo speciale sull’Europa, offre qualche punto di riflessione particolarmente suggestivo. Giovanni Paolo II riparla infatti con convinzione di dottrina sociale. Forse c’è proprio bisogno di dottrina sociale per ritrovare un forte dinamismo della politica, anche perché, come ricorda il Papa “per il suo intrinseco legame con la dignità della persona è fatta per essere compresa anche da coloro che non appartengono alla comunità dei credenti”. Così come è rilanciata nel testo dell’esortazione apostolica infatti la dottrina sociale si presenta come uno strumento dinamico: “protesa a difendere e a promuovere la dignità della persona, fondamento non solo della vita economica e politica, ma anche della giustizia sociale e della pace, essa si presenta capace di sostenere i pilastri portanti del futuro del Continente”. Diventa così stimolo all’azione e criterio di giudizio e di verifica. Lì “si trovano i riferimenti per poter difendere la struttura morale della libertà, così da salvaguardare la cultura e la società europea sia dall’utopia totalitaria della giustizia senza libertà, sia da quella della libertà senza verità, cui si accompagna un falso concetto di tolleranza”. Non sono certo concetti astratti, ma descrivono molto bene il passaggio che ci troviamo a dovere “governare”. Se è vero, come ribadisce il Papa che Europa “più che come luogo geografico, è qualificabile come un concetto prevalentemente culturale e storico”, è proprio alla sostanza della sua identità di valori che occorre fare riferimento. Certo la nuova stagione della dottrina sociale della Chiesa richiede la presenza di laici cristiani adeguati alla bisogna. Una scommessa non da poco, in particolare, per quanto riguarda l’Italia, per le settimane sociali e il progetto culturale, ma che attende risposte urgenti.