” ” “Desidero ancora una volta rivolgermi ai redattori del futuro trattato costituzionale europeo, affinché in esso figuri un riferimento al patrimonio religioso e specialmente cristiano dell’Europa”. A ribadirlo è Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Europa”, pubblicata oggi. Il Papa si augura soprattutto che “nel pieno rispetto della laicità delle istituzioni siano riconosciuti tre elementi complementari: il diritto delle Chiese e delle comunità religiose di organizzarsi liberamente, in conformità ai propri statuti e alle proprie convinzioni; il rispetto dell’identità specifica delle Confessioni religiose e la previsione di un dialogo strutturato fra l’Unione Europea e le Confessioni medesime; il rispetto dello statuto giuridico di cui le Chiese e le istituzioni religiose già godono in virtù delle legislazioni degli Stati membri dell’Unione”. Per il Pontefice, “l’Europa ha bisogno di una dimensione religiosa”. La Chiesa, spiega Il Santo Padre, “nelle relazioni con i pubblici poteri, non domanda un ritorno a forme di Stato confessionale. Essa deplora ogni tipo di laicismo ideologico o di separazione ostile tra le istituzioni civili e le confessioni religiose. Per parte sua, nella logica della sana collaborazione tra comunità ecclesiale e società politica, la Chiesa cattolica è convinta di poter dare un singolare contributo alla prospettiva dell’unificazione. In quest’ottica, è necessaria una presenza di cristiani, adeguatamente formati e competenti, nelle varie istanze e Istituzioni europee”.