“ECCLESIA IN EUROPA”: PREOCCUPANO, MA “NON MERAVIGLIANO I TENTATIVI DI ESCLUDERE LE EREDITÀ RELIGIOSE”

” “Preoccupano, ma “non meravigliano più di tanto i tentativi di dare un volto all’Europa escludendone le eredità religiose e, in particolare, la profonda anima cristiana, fondando i diritti dei popoli che la compongono senza innestarli nel tronco irrorato dalla linfa vitale del cristianesimo”. Si apre così l’esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Europa” di Giovanni Paolo II, pubblicata oggi: documento frutto della seconda Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei vescovi (1°/23 ottobre 1999). “Numerosi sono, per il Pontefice, i segnali preoccupanti che agitano l’orizzonte del Continente europeo”. Tra i tanti aspetti, il Papa ricorda “lo smarrimento della memoria e dell’eredità cristiane, accompagnato da una sorta di agnosticismo pratico e di indifferentismo religioso, per cui molti europei danno l’impressione di vivere senza retroterra spirituale e come degli eredi che hanno dilapidato il patrimonio loro consegnato dalla storia”. In Europa, prosegue il Santo Padre, “non mancano certo i prestigiosi simboli della presenza cristiana, ma con l’affermarsi del secolarismo, essi rischiano di diventare puro vestigio del passato. Si ha l’impressione che il credere abbia bisogno di una legittimazione sociale né ovvia né scontata”. A ciò si aggiunge “una paura nell’affrontare il futuro”; “una frammentazione dell’esistenza”; “un affievolirsi della solidarietà”; “il tentativo di far prevalere un’antropologia senza Dio e senza Cristo”. Per questo, rileva il Papa, “la cultura europea dà l’impressione di una ‘apostasia silenziosa’ da parte dell’uomo sazio che vive come se Dio non esistesse”.