” “”Speriamo che questo black out di energia elettrica sia da stimolo per le istituzioni pubbliche ad investire di più sulla ricerca e lo sviluppo delle energie alternative. E che serva ai cittadini come occasione di riflessione sul tema dei consumi, perché non possiamo più andare avanti con stili di vita che hanno così tanto ripercussioni negative sull’ecosistema”. E’ quanto auspica Matteo Mascia, esperto di questioni ambientali della Fondazione Lanza, in una intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir. La mancanza di informazione preventiva sul black out che ha colpito ieri sei milioni di italiani, secondo Mascia, di una non “adeguata modalità di comunicazione tra le istituzioni e i cittadini”. L’alternativa ai consumi energetici – aumentati con l’uso eccessivo di condizionatori è quindi “la promozione di energie alternative come quella solare, fotovoltaica e eolica” anziché, come ventilato da alcuni, “guardare al passato dicendo che abbiamo sbagliato ad abbandonare il nucleare con il referendum del 1986 o pensare a costruire nuove centrali elettriche tradizionali”. “Eppure sappiamo tutti che non esiste un nucleare pulito ricorda -, per via delle scorie da smaltire e il problema della Sardegna di questi giorni ne è un esempio e per i maggiori rischi di incidenti che una centrale nucleare comporta”. La Spagna, ad esempio, “ha fatto dei grossi passi in avanti negli impianti ad energia solare”. Per i cittadini, aggiunge Mascia, “questo black out è un segnale per farci capire che in questo modo il sistema non regge. Bisogna cercare di vivere consumando meno, per le responsabilità etiche nei confronti del resto del mondo e delle generazioni future”. Tra i suggerimenti di Mascia per passare alle fonti rinnovabili: “politiche dei prezzi per cui chi consuma di più spende di più e viceversa”, “leggi a sostegno dei privati che vogliono mettere pannelli solari””, “educazione alla sostenibilità già nelle scuole”, “etichette ecologiche sui prodotti”.
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