” “Intorno al tema della tortura c’è il “complesso del silenzio” ma in pochi mesi, nella sola città di Roma, un centinaio di persone si sono già rivolte all’Ospedale San Giovanni-Addolorata per cure mediche e psicoterapie. Il servizio rientra nell’ambito del Progetto di assistenza e cura per i rifugiati sopravvissuti a tortura realizzato dal Cir (Consiglio italiano rifugiati) e dall’Azienda ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, in particolare con l’U.O.S.D. di psicologia medica e medicina psicosomatica. L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma, in occasione della Giornata mondiale a sostegno delle vittime di tortura indetta dalle Nazioni Unite. In pochi mesi sono state effettuate 96 mediche specialistiche su persone traumatizzate inviate dal Cir di cui il 69% uomini, il 31% donne – ed effettuati 100 test psicometrici per la valutazione di disturbi psicopatologici, psicosomatici, della memoria e dissociativi. Questo perché la tortura, ha spiegato Patrizio Bernini, direttore dell’unità operativa di psicologia medica, “oltre agli effetti clinici provoca sofferenza mentale che può portare a malattie somatiche e psichiatriche”. Ogni anno, ha detto il direttore del Cir Christopher Hein, si presentano circa 80 nuovi casi, “spesso sono interi nuclei familiari”. Il progetto Vi.to. del Cir per l’accoglienza e cura delle vittime di tortura avviato nel ’96 allo scopo di “mettere le persone in condizioni di riprendere una vita normale”, (anche attraverso terapia occupazione e laboratori teatrali), ha assistito finora 203 persone, provenienti in maggioranza da Congo (il 35%), Togo, Camerun, Sudan, Turchia, Iran. L’età media è tra i 31 e i 32 anni.