IMMIGRAZIONE: R.MORO, URGE “UN SUSSULTO DI DIGNITÀ”

” “Agire sulle “cause remote” che provocano l’immigrazione e sulla “gestione del presente per governare i flussi”; “non agire in questa direzione equivale eticamente a cannoneggiare le carrette del mare”: è quanto afferma l’economista Riccardo Moro, direttore della Fondazione “Giustizia e solidarietà”, in una riflessione che comparirà sul prossimo numero del Sir. “Quella a cui stiamo assistendo – scrive Moro – è senza dubbio una delle pagine più brutte della recente storia italiana. Il dibattito sull’immigrazione nato dagli eventi dolorosissimi degli scorsi giorni appare drammaticamente inadeguato e rivela nella nostra comunità la presenza di bassezze d’animo di cui è difficile andare fieri”. Moro ricorda le cause dell’immigrazione, “per avere idea della forza del problema”: “Fuggo perché nel mio Paese c’è povertà o perché c’è la guerra. Fuggo, ed è la cosa più triste, perché non ho speranza che il mio Paese possa cambiare e offrirmi, anche grazie al mio personale contributo, un futuro migliore”. Allora che fare? Moro consiglia di agire “sulle cause remote da un lato e la gestione del presente per governare i flussi dall’altro”. Ossia “rendere sempre più consistente la lotta contro la povertà, raggiungere lo 0,7% del Pil in aiuti allo sviluppo, eliminare le protezioni delle nostre economie ricche, favorire flussi finanziari verso i Paesi poveri attraverso mercati finanziari internazionali adeguatamente regolati, proseguire e ampliare l’impegno sulla cancellazione del debito”. Urgono, conclude Moro, iniziative di dialogo “con gli ambienti dei migranti per scoraggiare i viaggi della disperazione” e di cooperazione “con i Governi per contrastare i mercanti: le affidiamo alla politica, sperando in un sussulto di dignità”.