PARROCCHIA E MALATI: CONVEGNO CEI, “NON SI TRATTA DI TOGLIERE O SPIEGARE LA SOFFERENZA”

” “”Il cambiamento della pastorale sanitaria, sia nella mentalità delle persone, sia nelle modalità di azione si realizzerà non in un breve momento, né attraverso gesti clamorosi, ma mediante piccoli e significativi passi che avvengono in comunione e solidarietà con tutti i membri della comunità”. Lo ha affermato questa mattina a Chianciano mons. Italo Monticelli, direttore dell’ufficio pastorale della sanità di Milano e responsabile Regione Lombardia, a conclusione del convegno Cei “Parrocchia, Comunità sanante”. Quanto agli orientamenti e alle prospettive della pastorale sanitaria oggi, mons. Monticelli, ha tra l’altro sottolineato l’importanza di “uno slancio spirituale e apostolico che spinga ad una solida formazione dei fedeli e che apra alla creatività anche di adeguati ministeri. Le nostre comunità non sono chiamate a togliere o a spiegare la sofferenza, ma a riempirla della presenza divina, amando i propri malati e sofferenti, con la convinzione che sostenerli nell’angoscia del loro dolore è continuare l’opera sanatrice e salvifica di Cristo e contribuire alla realizzazione del Regno di Dio”. In concreto, poi, secondo mons. Sergio Pintor, direttore dell’ufficio nazionale della Conferenza episcopale italiana per la pastorale della sanità, la parrocchia deve impegnarsi a promuovere forme di conoscenza e di presenza a favore dei malati con grande speranza e “sviluppando un tessuto terapeutico nel territorio, strettamente collegato alle istituzioni ospedaliere”. (segue)