” “”Il fenomeno della tossicodipendenza nasce da ragioni diverse, ma credo che nelle società occidentali vi siano due comuni denominatori strettamente correlati”. È quanto ha affermato questa mattina don Giuseppe Angelini, docente della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, intervenendo al Simposio internazionale “Prendersi cura dell’altro. La tossicodipendenza tra esperienza e morale” (23/24 giugno), organizzato all'”Augustinianum” di Roma dalla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) e dal Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. Secondo Angelini, “da una parte vi è l’esistenza di una famiglia moderna, mononucleare, chiusa, vista come pura rete di rapporti affettivi e non come sistema di iniziazione sociale dell’individuo; dall’altra un individuo che vive un’adolescenza interminabile”. Il mondo cattolico, ha proseguito, “deve afferrare questa dinamica per analizzare meglio la società e non abbandonarsi a quell’istanza personalistica e idealistica che spera in un risveglio etico basato esclusivamente sull’ottimismo della buona volontà. Una caratteristica questa che spiega perché il volontariato cattolico, anche nel campo delle tossicodipendenze, pur sviluppando una mole d’energia operativa enorme, non riesce ad analizzare e influire efficacemente sulla società-ambiente in cui esso si muove”