” “”In una società complessa come la nostra, attività e appartenenze, interessi e relazioni, si parcellizzano e non hanno più un centro unificante. Le esperienze si consumano in fretta; cambia la percezione del tempo che si riduce a un presente effimero, senza memoria e senza futuro”. La società in cui viviamo crea, insomma, “difficoltà notevole alla comunicazione e all’accoglienza del Vangelo”, ma “nello stesso tempo offre anche nuove opportunità”. Lo sostiene l’arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, nella sua prima lettera pastorale, “Evangelizzare oggi: comunità cristiana e ministeri”, consegnata stamani alla diocesi in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista. Antonelli mette in guardia dai “modelli di vita estranei alla fede cristiana”, ma individua anche gli elementi positivi che vanno crescendo nella società (“un forte desiderio di vivere in autenticità e pienezza di senso; il desiderio di solidarietà e di pace, di dialogo e di prossimità; l’attenzione alla salvaguardia del creato”). L’arcivescovo di Firenze invita a privilegiare la famiglia come destinatario e come soggetto di evangelizzazione in modo da favorire anche la formazione dei giovani, molti dei quali “considerano la religione irrilevante per i loro interessi vitali”. Il catechismo tradizionale non basta più, “ora che la gente, in gran parte, non vive e non celebra più il Vangelo, non basta raccontarlo e spiegarlo”. Serve invece, dice Antonelli, un vero e proprio “tirocinio di vita cristiana” in cui l’istruzione religiosa sia accompagnata dalla frequenza alla messa, dalla preghiera quotidiana, dalla lettura della Bibbia, dal servizio ai poveri e alla comunità, dall’esperienza di vita comunitaria, dall’impegno culturale e sociale.