” “”Credo che allo stato attuale dei fatti occorra disfarci di un grosso luogo comune che rischia di far travisare il problema della diffusione delle tossicodipendenze. La convinzione da sfatare è che esistano Paesi produttori, sottosviluppati, terzomondisti, e poveri che provvedano all’intero consumo di quelli ricchi e industrializzati. Se infatti è vero che Bolivia, Perù e Colombia producono ben 800 tonnellate annue tra eroina e cocaina, e che l’Africa sia al primo posto per la cannabis, è pur vero che nel moderno e civilizzato Occidente la produzione di anfetamine rivaleggia per quantità a quella delle droghe più tradizionali”. È quanto ha affermato mons. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, a proposito dell’attuale situazione mondiale di produzione e consumo di sostanze proibite, intervenendo questa mattina a Roma al Simposio internazionale organizzato dalla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) su “Prendersi cura dell’altro. La tossicodipendenza tra esperienza e morale” (in corso fino al 24 giugno). Mons. Barragàn ha poi commentato gli interventi pontifici riguardo la tossicodipendenza: “Il Papa è intervenuto più di 360 volte sulla questione. Quello che la Santa Sede propone è un programma in tre punti basato su prevenzione, repressione e recupero alla luce di valori quali la solidarietà, l’amore e la trascendenza. Elementi che, comunque sia, devono essere inseriti in una politica degli Stati di educazione alla vita e nella progettualità di una società meno spersonalizzata per le nuove generazioni”.