VERTICE UE DI SALONICCO: NOTA SETTIMANALE. PUBBLICHIAMO LA NOTA SIR DI QUESTA SETTIMANA

” “La presidenza greca si conclude con molte dichiarazioni di buona volontà al Consiglio europeo di Salonicco. Sul delicato ed esposto fronte medio-orientale, su quello più interno dei “Balcani occidentali”, su quello istituzionale del Trattato costituzionale il bilancio segna qualcosa in più dello stallo che si temeva, qualcosa in meno di una progettualità di ampio respiro che pure si auspica.
” “E forse è giusto che sia così. La guerra in Iraq ha messo in evidenza in modo impietoso i limiti dell’Unione come soggetto e delle diverse potenze “continentali”, di fronte al ruolo degli Stati Uniti. I lavori complessi della Convenzione hanno dimostrato la difficoltà di passare dai trattati vigenti ad un nuovo trattato costituzionale, che, senza avere l’ambizione di essere una vera e propria carta costituzionale, ne abbia alcune caratteristiche qualificanti. Di più: l’emergenza immigrazione e le grandi questioni geo-politiche dell’area medio-orientale rilanciano una questione strategica non risolta, quella cioè dei confini dell’Unione e di conseguenza della sua identità, se di grande area di democrazia e di libero mercato o vero e proprio soggetto istituzionale e dunque politico.
” “Se a questo cumulo di questioni aggiungiamo una congiuntura economica assai complessa, con prospettive di crescita incerte, anche le semplici dichiarazioni di buona volontà possono essere considerate un passo in avanti.
” “La palla passa dunque alla presidenza italiana. Neppure qui c’è da enfatizzare: ancorché fortemente dilazionato nel tempo per l’accrescimento del numero dei membri, e con la prospettiva di esserlo sempre di più, il “semestre” rappresenta un’occasione. Resa ancora più rilevante dalla concomitanza con la Conferenza itergovernativa per l’approvazione appunto del testo consegnato dalla Convenzione: pur mancando ancora di quella qualificante affermazione di identità cristiana che caratterizzerebbe l’intero testo in senso dinamico, esso rappresenta un punto di partenza, su cui lavorare con accortezza e lungimiranza.
” “L’Unione europea peraltro è una istituzione complessa: accanto alle grandi questioni costituzionali, della sicurezza e della politica estera, ci sono quelle non meno rilevanti dell’economia e delle politiche comunitarie. È a questo livello che si misura la capacità di “governo” di una presidenza e il grado di consenso che è in grado di suscitare tra i partner.
” “Qui politica europea e politica interna si incontrano: il Governo Berlusconi infatti è atteso nei prossimi giorni ad un passaggio di “verifica”, che dovrebbe preludere ad una nuova fase. Questa certamente avrà anche nell’Europa uno snodo importante e proprio nelle elezioni per il nuovo parlamento europeo, in programma di qui ad un anno il più evidente riscontro politico.