IL PAPA IN BOSNIA: “PURIFICAZIONE DELLA MEMORIA” E “RECIPROCO PERDONO” PER “RICONCILIAZIONE” ED INGRESSO IN EUROPA

” “Un “mea culpa” per “le colpe commesse contro l’uomo, la sua dignità e la sua libertà anche da figli della Chiesa cattolica”. A pronunciarlo è stato il Papa, che nell’omelia per la Messa di beatificazione di Ivan Merz – momento culminante del101° viaggio apostolico, il secondo in Bosnia ed Erzegovina – ha affermato con forza che “soltanto in un clima di vera riconciliazione, la memoria di tante vittime innocenti e il loro sacrificio non saranno vani, ci incoraggeranno a costruire rapporti nuovi di fraternità e di comprensione”. Fin dal suo arrivo a Banja Luka,nella cerimonia di benvenuto all’aeroporto, il Papa ha auspicato “un’autentica purificazione della memoria” e “il reciproco perdono” per dimenticare la tragedia della guerra dei Balcani, che ha insanguinato la regione dal ’92 al ’95. “Perché la società assuma un volto autenticamente umano e tutti possano affrontare il futuro con fiducia – ha esordito, infatti, il Pontefice, è necessario rifare l’uomo dal di dentro, curando le ferite e operando un’autentica purificazione della memoria mediante il reciproco perdono”. E’ nel “profondo del cuore”, per il Papa, che “deve avvenire il cambiamento, grazie al quale sarà possibile rinnovare il tessuto sociale e instaurare rapporti umani aperti alla collaborazione tra le forze vive del Paese”. Altro tema centrale nell’ultimo viaggio papale, l’augurio per un ingresso a pieno titolo della Bosnia ed Erzegovina nell’Unione Europea: “Possano i problemi esistenti trovare felice soluzione, e il Paese veda accolta positivamente la sua aspirazione di far parte dell’Europa unita in un contesto di prosperità, di libertà e di pace”. L’esempio additato dal Papa ai giovani della Bosnia è quello di Ivan Merz, il primo laico croato, nato a Banja Luka, a salire agli onori degli altari: “Una vita ben riuscita”, ha commentato il Santo Padre, non solo per i suoi “numerosi successi umani”, ma soprattutto per “il suo successo davanti a Dio”.
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