” “”Un passo importante verso una nuova, e più giusta, concezione del divertimento dei giovani”. Questo il commento dello scrittore Carlo Climati, esperto di problemi dei giovani, sul disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri che prevede la chiusura alle 3 di tutti i locali di intrattenimento in cui c’è musica, con un afflusso di pubblico, e vieta la vendita di alcolici nelle discoteche dalle 2 e in tutti i locali dalle 3 alle 5 del mattino. “È giusto – commenta Climati – intervenire con freni e regole, all’insegna di quella sana ‘cultura del limite’ che deve essere alla base di ogni civiltà. Quindi: ‘si’ al divertimento, ma ‘no’ all’eccesso. Ben venga la chiusura anticipata dei locali e il divieto degli alcolici dopo le tre. Oltre a questo, sarà sicuramente utile moderare il volume della musica e attenuare nelle discoteche le luci psichedeliche”. Difatti, continua lo scrittore, “andando a ballare, i ragazzi manifestano un sano desiderio di dialogo e di comunicazione. La musica assordante, però, impedisce di parlare. E così, pur essendo circondati da tante persone, i giovani rimangono muti, privati della possibilità di dialogare. Il risultato è uno stato di stordimento che, a volte, si accompagna al consumo di droghe e alcolici”. Per Climati, “il fenomeno delle stragi del sabato sera è strettamente collegato a un certo stile di vita ‘al contrario’, in cui la notte prende il posto del giorno. Per questo, la chiusura anticipata dei locali contribuirà a recuperare l’equilibrio perso e a evitare le corse notturne da un locale all’altro”. Secondo un’indagine svolta, il 90% del campione intervistato ha definito questo orario ‘accettabile’ ed è stato approvato dal 75% dei giovani tra i 15 e i 25 anni. Dal 1992, le stragi del sabato sera hanno provocato la morte di 5/6 mila giovani, tra i 18 e i 25 anni, di cui 909 nell’ultimo anno.