” “”La Caritas non è un tampone nelle emergenze. Non è solo assistenza. È ascolto, denuncia, formazione”. Il 29° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, “Scelte di giustizia, cammini di pace”, in svolgimento a Orosei (Nuoro), è giunto alle battute finali. “La transizione continua a caratterizzare la nostra azione” – dice Giancarlo Perego, responsabile dell’area nazionale -. “Cambiano le leggi, sugli immigrati, sulla prostituzione, sui minori, sul commercio delle armi. Si accentuano le precarietà ed è più difficile tutelare le categorie sociali più deboli. Con il rischio di dimenticare gli ultimi, i poveri”. Ma, compito principale delle Caritas, “resta la funzione pedagogica, l’attenzione ai senza-voce, la solidarietà sociale, l’attivazione delle risorse all’interno della comunità”. In tale direzione, ad esempio, “si è ispirato il Piano unitario di prossimità e la costruzione dei Piani di gemellaggio messi appunto dalle Caritas diocesane con le comunità terremotate del Molise, Puglia e Sicilia”. Sono 10 le Delegazioni Caritas presenti in quel territorio. C’è tutto “un lavoro quotidiano che non gode di ribalta mediatica” – precisa Perego – “che passa per i 178 Centri di ascolto presenti nell’80% delle diocesi e nei 65 Osservatori delle povertà e delle risorse”. I Centri sono “luoghi di testimonianza laicale significativa”: vi operano 2500 persone (il 54% donne, per il 67% laici), affiancati da 259 obiettori e 147 ragazze che hanno scelto il servizio civile volontario. “Oltre la metà (54%) dei nostri incontri quotidiani – commenta Perego – sono con gli immigrati e il 50,8% di questi stranieri non ha regolare permesso di soggiorno”. In questo senso i Centri “sono una sfida a costruire e governare il mondo dell’immigrazione in questo paese”.
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