CARITAS: E.CHIAVACCI (TEOLOGO), “ANNUNCIARE UNA NUOVA LOGICA DI CONVIVENZA”

” “La Caritas può essere lo “strumento per far comprendere alla comunità dei credenti quale sia il suo compito nella storia dell’oggi dell’umanità”. È l’invito con il quale il teologo Enrico Chiavacci apre la seconda giornata del 29° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, in svolgimento a Orosei (Nuoro) fino al 19 giugno, dal titolo “Scelte di giustizia, cammini di pace”. “La Caritas – prosegue il teologo – deve essere la testimonianza operosa della fede nel Vangelo del Regno. Per questo in ogni diocesi dovrebbe costituirsi un blocco unito e ben coordinato con gli uffici missionari e quelli per le questioni sociali”. Chiavacci richiama la Caritas a non farsi “condizionare da questioni di convenienza politica” anche correndo il rischio di “affrontare una persecuzione mediatica”. Ricorda, inoltre, l’urgenza di “un’unità di azione” con le altre confessioni cristiane e di “ogni possibile forma di collaborazione con quanti si preoccupano e si impegnano per gli altri”, al di là degli steccati ideologici. “La grande sfida che ci attende – spiega Chiavacci – è ripensare il rapporto chiesa-storia, annunciando una nuova logica di convivenza”. Citando la Gaudium et Spes, aggiunge: “la pace è rendere più umana la vita delle persone sulla faccia della terra”. È una “questione di dignità” e “prima ancora che di carità si tratta di giustizia”. Recenti studi parlano “di miseria e disumanizzazione”. Chiavacci cita i dati del 2001 dell’Enciclopedia Britannica e delle Nazioni Unite. “Su 1000 bambini, la mortalità nel primo anno di vita è pari a 7 negli Stati Uniti e a 5 nell’Ue. Ma in Etiopia 100 piccoli muoiono ogni 1000 nati, 71 in India, 60 in Bolivia, 45 in Albania, 121 nel Mali”. E mentre “un americano ha in media una ricchezza annua pari a 35 mila dollari e un europeo a 23 mila, un nigeriano può contare su 190 dollari, un etiope su 100, un indiano su 370”.