” “”La visita al porto certamente è un’occasione di memoria storica della tradizione di Genova, città portuale, città aperta al mondo, specialmente all’oltremare, con una grande tradizione e una grande esperienza marittima”: lo ha detto al Sir l’arcivescovo di Genova, mons. Tarcisio Bertone, accingendosi questa mattina alla sua prima visita alle strutture marittime del capoluogo ligure su invito dell’Autorità Portuale di Genova. Alla cerimonia, in corso in queste ore, sono presenti le strutture direttive e le rappresentanze di tutte le maestranze del porto, esponenti delle amministrazioni pubbliche, del mondo imprenditoriale e finanziario della città. “Il porto oggi rappresenta un importante centro di smistamento di container e anche un punto di riferimento per le navi da crociera. Il fatto che la città si ritrovi in questa cultura del porto è molto importante ha proseguito mons. Bertone – e non deve subire diminuzioni o riduzioni, sia dal punto di vista del lavoro e quindi dell’occupazione, sia dal punto di vista del prestigio di questo grande porto del Mediterraneo. Anzi, in una chiave europea, esso potrebbe costituire un riferimento per tutta l’Europa centrale, secondo quanto sostengono gli esperti, molto più comodo in termini di vicinanza e rapidità di trasporto di altri porti altrettanto importanti che si affacciano sulle coste nord del continente”. Dello stesso avviso è anche Danilo Cabona, responsabile delle pubbliche relazioni dell’Autorità Portuale, secondo il quale “attualmente il porto rappresenta la più grande azienda del territorio, con circa 9 mila dipendenti diretti e un indotto stimato in 50 mila lavoratori. Il problema è che ci sarebbero tutte le potenzialità per un suo ulteriore sviluppo. Purtroppo anche recentemente sono state sollevate forti resistenze a un suo ampiamento, bloccando così nei fatti un progetto di sviluppo che avrebbe avuto un rilievo mondiale”. L’arcivescovo Bertone sottolinea infine che “l’attenzione della diocesi genovese, è rivolta a tutte le aziende del territorio, soprattutto laddove ci sono situazioni di crisi”.